Storia del Distretto

Nel 1923 il Rotary approda a Milano. I primi contatti fra il Rotary e l'Italia risalgono però a ben cinque anni prima, collocandosi nel tempo nella fase finale della prima guerra mondiale. Come, infatti, ampiamente documentato dal PDG-2030 Viale, gli archivi del Rotary riportano una dettagliata documentazione relativa ai contatti intercorsi fra Biagio Borriello e gli esponenti del Rotary International (allora ancora International Association of Rotary Clubs), prefigurando anzi la possibilità della realizzazione del primo Club Italiano a Napoli. Tale possibilità fu a lungo presa in considerazione dalla sede centrale, come concretamente perseguibile e forse tale da essere privilegiata rispetto ad ipotesi alternative. Biagio Borriello, armatore, eminente membro del Direttivo della Camera di Commercio di Napoli e Console dei Paesi Bassi in quella città, aveva infatti compiuto nell'aprile-maggio del 1918 un viaggio di affari negli USA soggiornando a Seattle, dove si era incontrato con alcuni esponenti dell'organizzazione "Pacific Coast Shipping Interests". Durante il suo soggiorno in città, su invito del rotariano K.J. Middleton, Borriello aveva partecipato, in qualità di ospite, a diverse conviviali del Club di Seattle e ne aveva tratto un profonda impressione relativamente al ruolo e ai programmi del Rotary. Poco prima della sua partenza dagli Stati Uniti egli aveva espresso il suo vivo desiderio di vedere l'estensione del Sodalizio all'Italia.
Il carteggio che ne seguì vede da un lato i massimi esponenti del Rotary centrale (in primisi il Presidente Internazionale Poole, il Segretario Generale Perry ed il Rappresentante del Rotary in Europa Teele) concretamente interessati a realizzare in Italia il primo Club Rotary, dall'altro lato Borriello che, pur entusiasta dell'idea (il 1 agosto 1918 era stato nominato Presidente del Comitato per l'organizzazione del Rotary Club di Napoli e gli erano stati conferiti pieni poteri sulla scelta dei soggetti che avessero potuto aiutarlo nell'impresa), non nascondeva le difficoltà di creare a Napoli una "organizzazione assolutamente nuova e interamente sconosciuta".
La poca notorietà del Rotary nel mezzogiorno di Italia, unita all'instabilità politica in cui piombò l'Italia nel primo dopoguerra e il raffreddamento dei rapporti fra il Governo Statunitense e Italiano (a seguito della dottrina Wilson) furono probabilmente alla base dell'iniziale accantonamento del progetto a Napoli.Al settentrione, invece, complice una nutrita comunità anglo-americana, cui sicuramente il nome e gli ideali del Rotary dovevano essere familiari, si creò l'humus propizio perché potesse istituirsi ufficialmente il Rotary Club Milano, come primo Rotary Club in Italia (20 novembre 1923). Fra i più attivi promotori dell'iniziativa c'erano infatti l'ingegnere irlandese Leo Giulio Culleton, lo scozzese James Henderson, vicepresidente della Cucirini Cantoni Coats, l'inglese Reginal Price Mountney, corrispondente finanziario del Manchester Guardian, ed il canadese Wendell Clark, commissario del Governo del Canada. (cfr: Viale, "I primordi del Rotary in Italia", vol. 5° Collana Storica Rotariana).Poco dopo si affiancarono i club di Trieste (marzo '24), Genova (novembre '24), Roma e Torino (dicembre '24).Per una più estesa cronologia della nascita dei vari club in Italia si veda la tabella che segue. A seguito della ricostruzione del Rotary in Italia, dopo l' <> e le vicende belliche, nell'ambito della riorganizzazione, il ricostituito Distretto 46 venne nel 1949 ribattezzato 87.Nel 1955 il Distretto 87 fu diviso in 4 Distretti, territorialmente più piccoli, fra cui quello dell'Italia Meridionale (la cui denominazione è stata nel tempo 93 e 190).Nel 1977 il Distretto 190 viene diviso in due: le regioni del Mezzogiorno continentale (Campania, Basilicata, Calabria e Puglia) divengono il Distretto 210, mentre la Sicilia diviene il distretto 211. Una successiva divisione amministrativa avviene nel 1992 in seno al 210 Distretto: Campania, Calabria e Territorio di Lauria vanno a formare il 2100 Distretto, mentre Puglia e Basilicata (Lauria esclusa) formano il 2120 Distretto.

IL ROTARY AL SUD Dopo essere stato a lungo in sospeso, a Napoli il progetto del Rotary riprese slancio. Dopo le prime riunioni informali tenutesi a partire dalla primavera del 1924, il sodalizio venne ufficialmente fondato e presentato alla città nella prima riunione conviviale che ebbe luogo l'11 dicembre 1924 sotto la presidenza di Francesco Bertolini, presso l'omonimo hotel. Vale la pena sottolineare una coincidenza sicuramente non fortuita: il fratello di Francesco Bertolini, Lorenzo, fu fra gli artefici della fondazione del Rotary Club di Torino (quasi in contemporanea). Il Rotary si diffonde presto: anche grazie al contributo del Rotary Club Napoli prendono vita i Club di Palermo (1924) e Bari (1935). Palermo a sua volta gemma i Club di Messina (1928) e Catania (1930). Inizia così la storia del Rotary nel Mezzogiorno d'Italia, prima che nel 1938 il Fascismo imponga il "forzato" scioglimento del Rotary: gli ideali rotariani di libertà ed i contatti internazionali fra Club non erano assolutamente ben visti in quel particolare momento politico. Si era nel pieno delle sanzioni economiche che la Società delle Nazioni aveva imposto all'Italia per l'annessione dell'Etiopia e Mussolini aveva già negato il consenso perché a Roma si svolgesse l'Annuale Rotary Convention programmata per il 1941 (la candidatura si sarebbe dovuta presentare a Nizza nel 1936). Solo con lo sbarco degli Alleati in Sicilia si può ricominciare a fare Rotary. Mano a mano che gli Alleati risalgono lo Stivale i Sodalizi riprendono le attività: il primo Club a riunirsi fu quello di Messina il 18 marzo 1944). Il Club di Napoli tornò a riunirsi l’8 luglio 1944, nel salone messo a disposizione dalla Banca Commerciale Italiana .E poiché in tutto il Sud i cinque Club pre-bellici non bastano più, dopo poco nacquero, dietro inpulso del Rotary Napoli, i Club di Salerno (1949), Potenza (1950), Caserta (1954) e Castellammare di Stabia (1955). Ed ancora, i Rotary Club di Reggio Calabria (1948) e Cosenza (1949), filiati da Bari, ed i Rotary Club di Trapani (1951) e di Caltanissetta (1951), filiati da Palermo. La famiglia diventa sempre più numerosa ...